Documento unitario per prevenzione e lotta contro Punteruolo rosso della palma
Roma, 7 marzo 2008
Sono presenti: ANVE Presidente Maurizio Lapponi Eur Responsabile giardini Clelia Logorelli Ordine dei dottori Agronomi e Forestali di Roma - vicepresidente Patrizio Zucca e responsabile Commissione Verde Urbano Barbara Invernizzi Ministero dell’Ambiente – Camillo Picchiotti Ministero della Salute – Antonio De Salvo Regione Campania – e Servizio Fitopatologico Regionale – Raffaele Griffo Regione Puglia – Servizio Fitopatologico Regionale – Anna Percoco Regione Lazio – Servizio Fitopatologico Regionale – Luciano Nuccitelli Regione Calabria – Servizio Fitopatologico Regionale – Carmela Fedele Regione Basilicata– Servizio Fitopatologico Regionale – Filippo Radogna Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Frosinone - Luca Cistrone Università degli Studi di Palermo - Facoltà di Agraria - Stefano Colazza Università degli Studi di Bari - Facoltà di Agraria – Francesco Porcelli Associazione dei direttori e tecnici di pubblici giardini - Giorgio Badiali Promoverde Associazione per la qualità del Verde - Segretario Giovanni Li volti Al Centro Studi e Ricerche per le Palme Presidente – socio Logorelli Provincia di Ascoli Piceno – Assessore all’agricoltura Avelio Marini I.I.A.R.C.- International Italian Association Rhynchophorus Control- Nabawy Metwaly
Il Rhynchophorus ferrugineus, conosciuto con il nome di Punteruolo rosso della palma, è un coleottero Curculionide particolarmente pericoloso, le sue infestazioni assumono i connotati di una vera e propria emergenza fitosanitaria e, nei paesi dove si è acclimatato, provoca estese morie di palma.
Diffuso in Asia Sud orientale, negli anni '80 l’insetto è stato segnalato nella penisola araba e, a partire dal 1990, in Iran, Egitto, Giordania, Israele e territori palestinesi; le importazioni di palme ornamentali dal Medio oriente hanno comportato il passaggio in Europa. Nel 1994 l’insetto è stato segnalato nel Sud della Spagna mentre in Italia la sua presenza è stata accertata nel 2004 e 2005 nelle regioni Toscana, Campania e Sicilia a cui si aggiunge il Lazio nel 2006. Per queste Regioni, ma anche per tutto il Centro e Sud Italia si tratta ormai di una vera e propria emergenza.
Anche in previsione dell’incontro previsto per il 2 aprile presso l’unione Europea si vuole far presente che: La moria di palme significa la perdita di alcuni dei paesaggi che hanno fatto la fortuna turistica del nostro paese ed anche di grossi investimenti operati dai municipi. Gli sforzi per mettere a punto un metodo di lotta efficace sono stati fino a d ora vani anche in paesi che hanno avviato studi e ricerche ben prima dell’Italia; le misure preventive adottate dalle singole Regioni non hanno limitato l’infestazione, le ordinanze vengono spesso disattese, a causa degli alti costi e per la mancanza di controllo. Oggi con il decreto di lotta obbligatoria attivo dal 14 febbraio u.s. e le ordinanze dei sindaci si spera di aver maggiore efficacia. Una campagna di prevenzione estesa ed unitaria è l’unica misura seria che può accompagnare la ricerca, che necessariamente richiede tempi lunghi.
Una prevenzione efficace, da adottare su ampia scala territoriale, si basa su due punti cruciali:
Il trattamento con prodotti efficaci e metodologia idonea, eventualmente soggetti a sospensiva temporanea del divieto effettiva dal 1 marzo ad opera del Ministero dell a Salute;
interventi di abbattimento sistematici con smaltimento adeguato del materiale di risulta.
Entrambi questi provvedimenti sono costosi e possono essere adottati solo se accompagnati da finanziamenti adeguati, senza che l’onere sia ad esclusivo carico dei proprietari delle palme.
I Comuni dovrebbero dotarsi di regole per la realizzazione e la gestione del verde urbano: le nuove realizzazione devono essere normate, dotate di progetto per la disposizione e la scelta delle specie da insediare devono essere affidate con appalti che premino l’offerta tecnicamente più adeguata anche per la sua ricaduta sull’ambiente, tralasciando quelle in cui il massimo ribasso non è garanzia di qualità. Le realizzazioni devono essere condotte sotto la supervisione di professionisti competenti.
I vivaisti stanno subendo un danno enorme sulla produzione di palme, eppure ormai da due anni stanno monitorando il proprio prodotto ed effettuando trattamenti preventivi, con ulteriore aggravio dei costi.
Quindi occorre che il passaporto europeo per il materiale vivaistico veda finalmente l’applicazione di protocolli puntuali e specifici e che vengano effettuati i dovuti controlli. Gioverà la fornitura di maggiori strumenti conoscitivi ed ai cittadini ed alle amministrazioni con il personale locale La rete di monitoraggio (che valuti opportunamente l’uso di trappole in via cautelativa) organizzata dai servizi Fitosanitari Regionali con l’ausilio di personale delle amministrazioni comunali adeguatamente formato ed i professionisti abilitati; deve anche essere supportata da tavoli di concertazione e dialogo trasversale oltre che da un organo scientifico di previsione su scala nazionale che consideri esperienze estere.
Avviamento rapido da parte dei ministeri competenti (Politiche agricole alimentari e forestali , Salute ed Ambiente) di attività di ricerca a norma di legge e di finanziamenti opportuni.
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