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I° Giornata Nazionale del Vivaismo Mediterraneo

Premio “Stefano Capitanio”

 

 

Fortemente voluta dall’ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori) e dalla famiglia Capitanio, sabato 30 Maggio 2009, presso l’Hotel Il Melograno a Monopoli (Ba) si è svolta la I° Giornata Nazionale del Vivaismo Mediterraneo – Premio “Stefano Capitanio”.

L’iniziativa ha conseguito un notevole successo e raccolto centinaia di ospiti illustri da tutta Italia.

Grande la partecipazione istituzionale che ha visto in prima fila il Sindaco di Monopoli, Emilio Romani, l’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Bari, Anna Paladino, il Preside della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, Prof. Vito Nicola Savino  ed il consigliere regionale Giovanni Copertino.

 

“Spesso parliamo di piante mediterranee, ma il concetto è molto più esteso” – Così Stefano Capitanio  spiegava, con un suo scritto, il significato del vivaismo mediterraneo.

A dare voce alle sue parole, ed avviare così la “Giornata”, è stato Maurizio Lapponi, Presidente dell’ANVE: palpabile il clima di grande commozione, come la voce vacillante del Presidente esprimeva.

Apprezzatissimi anche i relatori della “Giornata”: Barbara De Lucia (Università degli Studi di Bari; partner di sperimentazioni e progetti dei Vivai Capitanio), Danilo Bitetti (paesaggista A.I.A.P.P.), Daniela Romano (Università degli Studi di Catania), Francesco Vendola (Nucleo Promotore Distretto Florovivaistico Pugliese - Vueffe Consulting srl). Ha moderato Alfonso Sciortino (Università degli Studi di Palermo) e tratto le conclusioni, invece, Renato Ferretti, direttore editoriale della rivista Lineaverde.

 

Le  prospettive della coltivazione in contenitore e la scoperta di specie mediterranee praticamente sconosciute o trascurate sono stati i temi affrontati dai relatori. Particolarmente interessante è stata la trattazione della valorizzazione delle specie autoctone e la necessità della diversificazione produttiva, tanto care a Stefano Capitanio, che come ha ricordato Barbara De Lucia, “con il suo valido spirito innovativo adattò il Leccio da cespuglio a bonsai”. Dalla possibilità del recupero di aree degradate (attraverso le specie mediterranee, che per adattamento, richiedono un bassissimo consumo di acqua) e di piante spesso “sottovalutate”, alla possibilità di coltivarle.  Sono emersi, così, nuovi ruoli per un vivaismo spesso sottovalutato ma, in realtà, impegnato nella ricerca di una produzione ecosostenibile e forte della sua funzione ecologica,  propulsore per la creazione di Polmoni Naturali e corridoi verdi necessari per il riequilibrio del microclima. Evidente  a questo proposito, come brillantemente illustrato da Daniela Romano, l’insufficienza degli investimenti delle istituzioni nel verde. Sono pochissime, infatti, le città che raggiungono gli investimenti minimi previsti dalla legge (da 9 a 15 mq di verde per abitante): Bari, per esempio, si distingue per soli 2 mq per abitante!

 

Ma è dalle stesse istituzioni che è arrivato un segnale rinnovatore, una voglia di crescita, sintetizzata nei PIF (progetti Integrati di Filiera), studiati come strumenti di sviluppo rurale compresi nel PSR (Piani di Sviluppo Regionali) 2007/2013. In particolare, come esposto da Francesco Vendola, con il Progetto Integrato di Filiera Florovivaistica Regionale si auspicano proposte di interventi coordinati, ai quali tutte le aziende del settore (ed affini) sono chiamate a partecipare. “Saranno i bisogni, le necessità degli operatori locali il motore della Filiera”.

 

Il convegno è stato chiuso da  Renato Ferretti, il quale ha sottolineato l’importanza del vivaismo come strumento di conservazione della biodiversità e di costruzione di un ambiente migliore.

“Il Premio- ha chiarito- è un contributo simbolico e significativo per la ricerca e lo sviluppo di questo settore”.

 

A sorprendere, l’assegnazione ex aequo del premio “Stefano Capitanio” al dott. Giacomo Cheli, che ha discusso la tesi presso la Facoltà di Agraria dell’Uni­versità di Firenze con il titolo “Influenza dell’epoca di pre­lievo sulla propagazione per talea di specie ornamentali”, e alla dott.ssa Rosa Anna Vita Porfido, che ha presenta­to presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bari la tesi dal titolo “Il genere Eremo­phyla: innovazione di prodot­to e adattamento in serra alla coltivazione in contenitore”; i vincitori, premiati con grande emozione da Giovanna Bocale, moglie di Stefano Capitanio, hanno ricevuto un attestato ed una  borsa di studio di € 1500 ciascuno, stanziata dall’Anve.

Con l'assegnazione del premio, quindi, si è  perpetrato lo spirito  di “rinnovatore del vivaismo” che distingueva Stefano Capitanio.

“Lui- ha chiuso  Lapponi- che non guardava all’immediato: costruiva il futuro. Era per noi un Maestro”.

 

 

Il folto programma della “Giornata” ha previsto, nel pomeriggio, la visita al giardino botanico Lama degli Ulivi, frutto della vena artistica e di oltre venti anni di passione e lavoro di Stefano Capitanio.

Incastonato in una lama costellata da ricoveri rupestri, un frantoio e due chiesette, il giardino è un museo naturale di particolare bellezza, una perla rara, una singolare testimonianza di biodiversità, un “must” per chiunque voglia concedersi un vero e proprio respiro di vita!

In centinaia hanno beneficiato delle meraviglie del giardino passeggiando  lungo l’itinerario proposto.

Tra soffi di storia, profumi inebrianti e paesaggi mozzafiato la Giornata si è conclusa con grande soddisfazione da parte di tutti i partecipanti.

Appuntamento al 29/05/2010 per la prossima edizione!

 

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