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COMUNICATO STAMPA
«Accordi bilaterali per superare le barriere e favorire l’export»
Al convegno sul florovivaismo l’impegno del viceministro Urso
«Nel corso della missione di sistema prevista per novembre nel Golfo Persico, mi impegnerò affinché sia sottoscritto un accordo bilaterale e vengano pianificate delle opportunità di sviluppo durante gli incontri con i buyers». L’annuncio arriva dal viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio estero Adolfo Urso, a conclusione dei lavori del convegno “Il vivaismo e l’export: più promozione, meno barriere fitosanitarie”, svoltosi a Carruba di Riposto per iniziativa dell’Anve (Associazione nazionale vivaisti esportatori) e del Conflaj (Consorzio florovivaistico e agroambientale dello Jonio), in collaborazione con Confagricoltura Catania e Piante Faro, che l’ha ospitato. E le parole dell’on. Urso sono state accolte con favore dai numerosi operatori presenti, alle prese con ostacoli di tipo fitosanitario e burocratico che frenano le esportazioni di un settore rilevante dell’economia e dalle grandi potenzialità.
A introdurre i lavori era stato il presidente dell’Anve Maurizio Lapponi, che nel suo intervento ha evidenziato la necessità di «concludere accordi bilaterali che facilitino le esportazioni» avendo «le istituzioni dalla nostra parte», tanto più che, dopo i dati negativi del 2009, anche il trend della primavera 2010 evidenzia ancora una situazione crisi sui mercati, peggiorata dalle condizioni climatiche. Sulla stessa scia l’imprenditore Mario Faro, presidente della sezione florovivaistica di Confagricoltura Catania e organizzatore dell’evento: «I mercati europei e americani sono stanchi, dobbiamo guardare all’Iraq, all’Iran, all’Egitto, al Libano, le cui regolamentazioni, però, sono obsolete e non adeguate, ad esempio nel caso delle piante ornamentali, e necessiterebbero pertanto di protocolli meno rigidi ». Faro ha fatto riferimento alle restrizioni subite dall’Italia a seguito dell’infestazione del “punteruolo rosso delle palme”, che invece altri Stati hanno potuto attenuare. Di qui la richiesta di accordi con gli Stati “target” che il viceministro Urso si è impegnato a chiudere nel corso della missione di sistema a novembre: «Nei prossimi 20 anni la crescita sarà quasi esclusivamente le sponde sud del mediterraneo. Bisogna puntare in questi mercati, con un prodotto di grande qualità, e cercheremo di aiutarvi in questo», ha affermato l’on. Urso.
D’altronde, come rimarcato dalla prof.ssa Flaminia Ventura, docente della Facoltà Agraria dell’Università di Perugia, il florovivaismo ha dalla sua parte l’esplosione della green economy, che sta aprendo nuovi mercati. E se Salvatore Barbagallo, dirigente generale del Dipartimento Interventi infrastrutturali per l'agricoltura della Regione Siciliana, concorda nell’opportunità di uno «sforzo da parte dell’amministrazione nella riduzione della burocratizzazione, perché esistono troppi impedimenti di carattere formale», Salvatore Trentino, direttore dell’Ufficio Dogane di Siracusa, precisa che il compito dell’Agenzia è quello di facilitare il commercio legale. «Il Wto, l’organizzazione del commercio mondiale, ha messo a punto delle procedure per ovviare alle barriere all’export, spesso pretestuose e non legate alla diffusione di problemi sanitari o di insetti nocivi», nota poi il direttore dell’Osservatorio fitosanitario regionale Rosario D’Anna.
Tuttavia, il successo dell’export è anche una questione di marketing: «Dal concetto fisico di prodotto dobbiamo passare all’attribuzione di importanza alla componente di servizio. Bisogna immaginare forme di packaging intelligenti, rispettare standard sanitari ed etici», suggerisce Salvatore Parano, direttore dell’Ufficio Sicilia dell’Ice, mentre per Gianfranco Caprioli, consulente per l’internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo economico, «la formula di accesso ai nuovi mercati è la triade logistica, nuove tecnologie e rete di imprese, perché in Italia non occorre aumentare il numero delle imprese, ma il numero degli imprenditori intelligenti». Un aiuto potrà venire anche dalla Simest, Società per le imprese italiane all’estero, rappresentata al convegno da Paolo Di Marco, del dipartimento promozione e marketing.

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