Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 

Teresa Bellanova

Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali 

Tradizione, storia e cultura. Sono gli elementi principali alla base della forza di un settore strategico come il florovivaismo italiano.
Che va incentivato e tutelato per l’importanza che riveste dal punto di vista produttivo, economico e occupazionale.
E perché è un settore destinato a conquistare un ruolo sempre più centrale nei prossimi anni. Proprio per la sua capacità di incidere positivamente sul bilancio ambientale svolgendo, per sua stessa natura, un ruolo fondamentale nel contrastare l’inquinamento ma anche gli effetti legati ai cambiamenti climatici. Dobbiamo tutti quindi essere consapevoli che investire nel verde significa in primo luogo investire in salute e benessere della collettività, contribuendo a rendere più sostenibili i nostri centri urbani. Ecco perché ci siamo impegnati a confermare, nonostante le difficoltà incontrate all’interno dell’ultima Legge di bilancio, uno strumento essenziale come il Bonus verde, che abbiamo deciso di finanziare con le risorse dello stesso Ministero delle politiche agricole. Si tratta di uno strumento indispensabile, che non può mancare all’interno di un progetto vero di Green Deal. In questa direzione va anche quanto previsto in Bilancio circa la riduzione della base imponibile (limite del 5%) per le attività dirette alla commercializzazione di piante vive e prodotti della floricoltura tra imprenditori agricoli. E l’impegno che abbiamo assunto, abbracciando l’iniziativa lanciata da Slow Food e dalle Comunità Laudato sì, di aumentare a livello nazionale la messa a dimora di nuovi alberi. Una proposta che consideriamo preziosa per tutto il Paese. Altro tassello fondamentale del lavoro che stiamo portando avanti in questo contesto riguarda il rafforzamento del sistema fitosanitario. Sono convinta della necessità di fare fronte ai danni subiti in passato dal settore e che continuano a persistere a causa della speculazione sulla vicenda Xylella fastidiosa. Utilizzata dai nostri competitor stranieri per giustificare restrizioni a scapito delle esportazioni italiane, che hanno creato ripercussioni negative non solo in termini economici ma anche di immagine. Il mio impegno è ribadire con fermezza che l’Italia è e deve essere considerata a tutti gli effetti, fatte salve ovviamente le zone coinvolte, un’area xylella free.
Le sfide che abbiamo davanti sono tante, e significative.
Il mio invito è a lavorare mettendo insieme le nostre forze per promuovere e tutelare con azioni concrete e condivise uno dei comparti più importanti per l’intero Paese.

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 

Giuseppe L’Abbate

Sottosegretario di Stato del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 

In questo periodo di grande attenzione ai cambiamenti climatici, circondarsi di “verde” non serve solo a decorare il proprio ambiente di vita ma svolge un ruolo di mitigazione delle condizioni termoudometriche, soprattutto nei contesti urbani, di risparmio energetico (verde architettonico) e finanche terapeutico per un ritorno a ritmi di vita più naturali.

“Più verde” significa “più bello”, pertanto, non solo in senso estetico.
Per questo, abbiamo profuso un forte impegno per la proroga al 2020 del Bonus Verde che attende ora l’ufficialità con il varo del Milleproroghe.
Inoltre, in Legge di Bilancio 2020, abbiamo approvato per la prima volta il regime forfettario per il commercio di piante vive e prodotti della floricoltura mediante l’applicazione della percentuale di determinazione del reddito del 5 per cento per le attività dirette alla commercializzazione di piante e prodotti della floricoltura, acquistate da imprenditori agricoli florovivaistici.
Nello scenario mondiale che vede la floricoltura in forte espansione, l’Italia (che ha saputo imporsi per alta qualità e tipicità delle sue produzioni) può e deve svolgere un ruolo importante aumentando il suo peso in campo internazionale.
Il Mipaaf dovrà sostenere, supportare e valorizzare questo comparto, dando una visione condivisa della strategia profittevole da perseguire.
Nel mercato interno, intanto, dovremo fronteggiare l’arrivo di organismi nocivi anche attraverso il nuovo passaporto delle piante che attesta il rispetto delle prescrizioni per il transito fitosanitario, tutelandoci maggiormente.

ENA (Associazione europea del vivaismo)

Jan-Dieter Bruns

Presidente ENA

È sempre un piacere essere in contatto, sia a livello personale che professionale, con i vivai italiani e vorrei ringraziare l’ANVE per questa opportunità di rivolgermi a tutti voi.
Stiamo affrontando le sfide che ci presenta il nuovo Regolamento UE relativo ai prodotti fitosanitari e ai controlli su questi prodotti. In tutti i vivai di Europa si è reso necessario un grande lavoro allo scopo di adattarsi a questo regolamento. Tuttavia, nonostante l’assenza di informazioni e grazie alla cooperazione tra le associazioni di vivaisti, ci siamo adattati, perché sappiamo che lo scopo del regolamento è quello di migliorare la biosicurezza e di prevenire e affrontare i problemi fitosanitari, in quanto la salute delle piante rappresenta la risorsa più importante di un vivaio del 21° secolo.
I vivai italiani sono i principali leader nel settore del vivaismo e vorrei incoraggiarvi a continuare il vostro eccellente lavoro per un’Europa più verde. Un’Europa più verde è anche l’obiettivo della nostra Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare, CHAFEA (Commissione europea) che ha finanziato il progetto “Città verdi per un’Europa sostenibile (Green Cities for a sustainable Europe)”, che l’ENA e i propri membri stanno implementando con successo in sette Paesi europei; l’implementazione sarà completata entro la fine del 2020. Abbiamo coinvolto politici, responsabili delle decisioni e autorità di regolamentazione in tutta Europa per convincerli che le città verdi sono essenziali e che sono necessarie più piante nelle città a vantaggio dei cittadini e per mitigare il cambiamento climatico. Siamo certi che anche l’Italia parteciperà ai programmi futuri dopo il 2020.
Il concetto di “città verdi” è anche in linea con il Green Deal dell’UE. I vivai possono contribuire alla maggior parte dei quattro pilastri del Green Deal dell’UE: patto climatico, biodiversità, riciclaggio, inquinamento zero. Questo Green Deal europeo comporterà nuove sfide per i vivai e ci richiederà qualcosa in più, ad esempio cambiamenti in alcuni aspetti del nostro modo di lavorare, maggiori controlli e maggiore burocrazia, ma dobbiamo essere ottimisti perché ciò significherà anche maggiori opportunità e maggiore domanda per i nostri prodotti e, allo stesso tempo, contribuirà a un futuro migliore per il nostro pianeta. Dobbiamo riconoscere e cogliere le opportunità professionali al di là di questa politica!
Per conto del settore del vivaismo europeo, auguro ai nostri colleghi italiani un 2020 redditizio e pieno di successi.

 

 

L’Associazione Internazionale dei Produttori Vivaisti (AIPH)

Bernard Oosterom

Presidente AIPH 

Durante il 71° anno dell’Associazione internazionale dei produttori dell’orticoltura, l’AIPH ha ottenuto numerosi primati. Nell’ambito del Meeting di primavera AIPH del 2019 che si è tenuto a Noordwijk, nei Paesi Bassi, si è svolta anche la prima Conferenza AIPH sulla sostenibilità..
Nel 2019, l’AIPH ha organizzato il primo Summit mondiale dell’orticoltura ornamentale, che si è svolto in Cina. L’evento si è svolto nell’ambito del 71° Congresso Annuale AIPH, in occasione del quale si sono tenute anche la Conferenza AIPH sull’Expo e la Conferenza AIPH sulle Città verdi.
Oltre al Summit mondiale dell’orticoltura ornamentale, il 71°Congresso AIPH ha ospitato l’A1 Expo 2019 di Pechino. Questa incredibile mostra si è svolta in un sito di 503 ettari, ha attirato 9,34 milioni di visitatori e 110 partecipanti internazionali e ha ospitato oltre 3000 eventi.
Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere il nostro primo nuovo membro (negli ultimi anni) proveniente dall’Africa; la nostra speranza è che altre associazioni in questa regione decidano di unirsi a noi.
In Italia siamo orgogliosi di dare il nostro supporto alla fiera Flormart, approvata dall’AIPH.
Inoltre, anche quest’anno l’AIPH ha pubblicato l’International Statistics Yearbook. La 67° edizione, pubblicata in collaborazione con Union Fleurs, fornisce numerosi dati attuali a livello globale sul nostro settore. Un altro importante risultato ottenuto dall’AIPH nel 2019 è stata la pubblicazione della prima serie di report sull’International Vision Project dell’AIPH. L’esito di questo progetto, nel quadro del quale sono state commissionate e coordinate attività dettagliate di ricerca ed analisi a livello globale, è stata una prospettiva globale sulla produzione e sui mercati futuri per le piante ornamentali fino al 2030. Rimanendo sul tema del guardare al futuro siamo entusiasti di iniziare il 2020 con la consegna dei premi AIPH International Grower of the Year, che si terrà a gennaio in occasione della fiera IPM di Essen. Questo evento segnerà un nuovo importante risultato ottenuto dall’AIPH, in quanto questa fiera leader internazionale si svolgerà per la prima volta con l’approvazione dell’AIPH. A marzo seguirà il Meeting di primavera dell’AIPH, che si terrà a Miami. Ci attende un altro calendario ricco di eventi, tramite il quale continueremo a supportare i nostri membri e a perseguire la nostra missione di “Sostenitori mondiali del potere delle piante”.

Parlamento Europeo 

Paolo De Castro 

Commissione Agricoltura Parlamento Europeo

Per il settore florovivaistico il 2020 è iniziato con rilevanti novità sul piano normativo, che renderanno ancora più competitiva l’attività degli operatori Made in Italy. La legge di Bilancio, con il regime di tassazione forfetario, quest’anno prevede infatti semplificazioni nella vendita di piante vive e prodotti della floricoltura fino al 10% del volume d’affari, e la conferma del bonus verde attraverso il decreto Milleproroghe. Intanto, il 14 dicembre scorso è entrato definitivamente in vigore il regolamento 2016/2031, al quale il Parlamento europeo – che ho l’onore di rappresentare per l’Italia nelle commissioni Agricoltura e Bilanci – ha lavorato con determinazione per limitare la diffusione nel territorio Ue di malattie delle piante e di organismi ritenuti pericolosi. Un testo finalizzato alla prevenzione fitosanitaria che fa leva su aspetti qualificanti, come la gestione del rischio, il registro degli operatori professionali e i nuovi certificati fitosanitari per la commercializzazione di piante e materiali vivaistici. Ma il 2020 sarà anche un anno di svolta per la futura Politica agricola comune, alla quale in Parlamento stiamo lavorando per evitare i rischi di rinazionalizzazione contenuti nell’attuale proposta di riforma e garantire agli agricoltori redditi adeguati all’insegna del New Green Deal indicato dalla Commissione. Prima della riforma, la Pac attende però il via libera al regolamento transitorio che dovrà traghettare per i prossimi due anni le regole attualmente in vigore per dare certezza giuridica e tranquillità economica ai nostri agricoltori.