Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo

Gian Marco Centinaio

Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo

Nella storia italiana, la coltivazione di fiori e piante ha sempre rivestito un ruolo che non trova eguali in altri Paesi. Il verde sta diventando sempre più non solo un elemento di arredo ma un vero e proprio indicatore di qualità e stile di vita con una accresciuta sensibilità ambientale dei cittadini a livello globale. Da anni, il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo sostiene azioni di miglioramento nei confronti del comparto.

Con la Legge di Bilancio 2019 abbiamo prorogato il Bonus Verde per il verde urbano e per favorire la riqualificazione dei giardini e delle aree verdi private. L’utilizzo di questo strumento comporta effetti benefici non solo dal punto di vista estetico e decorativo, ma anche e soprattutto dal punto di vista ambientale, perché riduce i danni causati da inquinamento e cambiamenti climatici.

Uno dei cardini del nostro lavoro sarà la lotta agli agenti patogeni. In questi mesi, in relazione alla decisione di esecuzione (UE) 2018/1511, sono stati rafforzati i controlli alla piante in produzione. Continueremo ad aiutare i vivaisti nella lotta ai batteri e ai virus che colpiscono periodicamente questa tipologia di economia insieme agli accordi internazionali per arginare il problema dei dazi che danneggiano un Paese fortemente esportatore come l’Italia.

Il settore florovivaistico Made in Italy è uno dei comparti di punta dell’economia agricola del nostro Paese, alimenta un fortissimo indotto afferente allo sviluppo di fattori di produzione, macchine, strutture, distribuzione, logistica, pubblicità, progettazione, assistenza tecnica, manutenzione ed altro ancora. 

L’obiettivo che abbiamo è di permettere al comparto vivaistico di poter lavorare nel migliore dei modi valorizzando adeguatamente la produzione nazionale. In merito, entro il 2019 predisporremmo un testo di legge al fine di valorizzare il settore. 

Dobbiamo fare squadra per potenziare e tutelare il comparto. Sosterremo, in ultimo, alcune azioni mirate e coordinate con quelle iniziative ed occasioni di sviluppo che si presentano sui territori, che meglio possono esaltarne la tipicità e le potenzialità intrinseche.

Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo

Paolo De Castro

Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo 

Con il regolamento 2016/2031 l’Ue si è dotata di un primo strumento legislativo aggiornato per la protezione contro gli organismi nocivi per le piante. Un aggiornamento necessario perché il rischio di introduzione nel territorio dell’Unione di specie nocive è aumentato a causa della globalizzazione degli scambi commerciali e dei cambiamenti climatici. Il problema è ormai di portata globale, come testimonia anche il fatto che tra i principi che hanno animato la stesura del Farm Bill 2018, la legge che determina la politica agricola americana dei prossimi cinque anni, c’è anche la necessità di aumentare le conoscenze e la ricerca su questo punto.

A livello europeo, l’Efsa sta preparando la lista degli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione, tappa fondamentale per assicurare l’identificazione di questi patogeni e prevenirne l’introduzione e la diffusione. La dolorosa vicenda della Xylella fastidiosa però, insegna che se il regolamento 2016/2031 è un passo avanti importante, bisogna essere determinati nel pretendere la sua piena applicazione riguardo almeno tre ambiti: i controlli in paesi in cui arriva materiale vegetale extra-Ue, argomento legato al recente aggiornamento delle norme sui controlli ufficiali; una cabina di regia a livello Ue per le azioni di contenimento ed eradicazione che possono avvenire in situazioni di emergenza il cui la mancanza di coordinamento rischia di compromettere l’efficacia delle iniziative intraprese; l’attività di formazione, informazione, sensibilizzazione e il pieno coinvolgimento degli agricoltori e degli operatori del settore vivaistico.

In questo contesto ANVE sta lavorando strettamente con le Autorità nazionali e europee proprio per dare assistenza agli imprenditori e predisporre gli strumenti idonei per adempiere ai nuovi requisiti.

ENA (Associazione europea del vivaismo)

Jan-Dieter Bruns
Presidente ENA

E’ un grande piacere per me scrivere ai nostri colleghi nel settore vivaistico italiano.

Sono stato eletto presidente dell’ENA, come successore di Tim Edwards, in occasione della riunione estiva del 2018 che si è tenuta a Oxford (Regno Unito). I delegati italiani sono stati particolarmente attivi nell’ambito dell’Assemblea Generale e tutti noi abbiamo avuto interessanti discussioni, che ci hanno consentito di apprendere l’uno dall’altro, durante la visita a vivai, giardini e centri per il giardinaggio.

Siamo in attesa di capire quale sarà la situazione post-Brexit e seguiamo le modalità le autorità con cui fitosanitarie britanniche regoleranno le importazioni a partire da aprile 2019. ENA sta cercando di contribuire a stabilire condizioni ottimali per quanto concerne il commercio di piante tra il continente e la Gran Bretagna e la nostra speranza è quella di trovare la miglior soluzione possibile.

ENA sta anche lavorando per consentire ai vivai di adattarsi senza difficoltà ai nuovi sistemi UE di passaporto e tracciabilità delle piante, che dovranno essere applicati a partire da dicembre 2019 da tutti i coltivatori e commercianti all’interno dell’UE.

L’estate del 2018 è stata particolarmente secca nel Nord Europa. Questi Paesi hanno vissuto un’estate mediterranea; la maggior parte dei vivai è stata colpita dalla siccità. Di conseguenza, i vivai hanno dovuto svolgere del lavoro supplementare e investire nell’irrigazione per la produzione di piante in campo aperto, un tipo di competenza che i vivai italiani hanno da sempre! Sono convinto che piantare più alberi nelle città contribuirebbe a combattere il cambio climatico e ENA sta promuovendo questa idea in sette Paesi europei tramite la campagna “Città verdi per un’Europa sostenibile (Green Cities for a Sustainable Europe)”, finanziata dall’Agenzia per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA) della Commissione Europea. Sarebbe un piacere se l’Italia partecipasse alla fase successiva di questo progetto.

Ho la percezione che il settore vivaistico vivrà una stagione positiva, perché c’è una buona domanda e il numero di vivai sta diminuendo; inoltre è diminuita anche la produzione nei vivai esistenti. ENA discuterà sicuramente l’evoluzione del mercato in occasione della riunione invernale che si terra presso la fiera IPM di Essen, Germania e in occasione della riunione estiva che si terrà a Kiev, Ucraina, dove attendiamo di incontrare nuovamente i vivaisti italiani.

Auguro all’ANVE e ai vivaisti italiani un 2019 ricco di successi!

L’Associazione Internazionale dei Produttori Vivaisti (AIPH)

Bernard Oosterom
Presidente AIPH 

Nel 1948 i fondatori dell’AIPH (Associazione internazionale dei produttori ortofrutticoli, International Association of Horticultural Producers) ebbero l’idea di ricostruire i legami di amicizia e cooperazione internazionale, incrinati dalla guerra mondiale e dal crollo economico, tra le associazioni nazionali di produttori di piante ornamentali in Europa. Nel 2018 abbiamo celebrato con orgoglio i settant’anni dell’AIPH, l’organizzazione che ha incarnato questa idea e che oggi rappresenta una prospera associazione internazionale, che ha creato legami che si estendono a ogni continente nel globo.

Nel 2018 si sono inoltre tenute due conferenze internazionali AIPH sulle Città verdi, la prima a Melbourne e la seconda a Padova, nell’ambito del nostro 70° Congresso annuale. Queste conferenze, che promuovono l’importanza di uno stile di vita ecologico per gli abitanti delle città e per il futuro del nostro pianeta, sono parte della nostra strategia essenziale per supportare i produttori di piante ornamentali.

Lo scorso novembre abbiamo avuto l’onore di partecipare alla splendida cerimonia d’apertura della Taichung World Flora Expo, approvata dall’AIPH, in cui abbiamo esposto uno stupendo esempio di giardino comunitario sostenibile.

Il nostro 70° Congresso, che abbiamo organizzato con orgoglio in concomitanza della fiera Flormart, approvata dall’AIPH, è stato indubbiamente l’evento di maggior rilievo della nostra annata. Lo speciale programma di eventi prevedeva un tour, organizzato dall’ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori), di quattro prestigiosi vivai a Pistoia e Pescia. A colpirci non è stata soltanto l’elevata qualità dell’orticoltura ornamentale, ma anche la determinazione e la resilienza dei coltivatori italiani a fronte della Xylella, una significativa minaccia per la salute delle piante. L’AIPH continua a supportare i propri membri italiani in questa sfida.

I notevoli obiettivi che abbiamo raggiunto quest’anno ci sono serviti come importante promemoria per continuare a lottare per la nostra idea con la stessa determinazione dimostrata dai nostri amici italiani e che avevano anche i nostri padri fondatori. Dobbiamo continuare a superare le sfide, a compiere importanti passi in avanti e a immaginare il futuro per un settore che ha possibilità infinite.

È compito dell’AIPH supportare il settore globale nei suoi sforzi per riuscire in tutto questo e stiamo costantemente lavorando alle modalità con cui fornire questo supporto.

Nel 2019 pubblicheremo una serie di relazioni nell’ambito del nostro International Vision Project (IVP), che rappresenterà il primo passo con cui il nostro settore definirà un’idea per la produzione e per la domanda. Ospiteremo inoltre la nostra prima conferenza AIPH sulla sostenibilità ad aprile e siamo in trepida attesa dell’apertura dell’A1 World Horticultural Expo a Pechino, approvata dall’AIPH, e del nostro primo World Flower Summit.

Mentre iniziamo il viaggio verso un altro decennio come “Sostenitori mondiali del potere delle piante”, abbiamo molti progetti significativi ed entusiasmanti su cui concentrarci durante il cammino.