Il nuovo Plant Health Regulation entrerà in vigore all’inizio del 2017 e riguarderà tutti gli aspetti di carattere fitosanitario e quelli relativi all’import/export e alla movimentazione di materiale vegetale nell’Unione Europea. E’ stato pubblicato sul sito della Commissione Europea.

 

 

 

 

E’ possibile trovare il testo in italiano al seguente link.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=consil:ST_8795_2016_REV_2

 

A seguito di attento studio della normativa da parte del Gruppo legislazione di ANVE, sono stati inviati alcuni punti di riflessione all’Associazione Europea del Vivaismo ENA così da attivare un confronto anche con gli altri Stati Membri. Si riportano i punti fondamentali.

  • Dalla lettura del nuovo Plant Health Regulation si possono notare alcuni aspetti che ANVE ha più volte evidenziato circa l’innalzamento dei controlli all’ingresso del territorio europeo (basti pensare ai numerosi interventi dei nostri Soci pugliesi che hanno sottoposto tali problemi al Commissario Andriukaitis e al team in visita per l’audit in Salento nel 2015 relativo all’emergenza Xylella fastidiosa). Viene infatti contemplata la possibilità che la Commissione Europea effettui dei controlli presso il Paese terzo al fine di verificare il rispetto dei requisiti per la salute delle piante da importare. Si osservano invece perplessità relative alle deroghe che si possono applicare e che possono essere suscettibili ad elusioni per superare alcune barriere fitosanitarie diversamente invalicabili.
  • Finalmente viene introdotta e ben definita la possibilità di costituire stazioni di quarantena e aree di confinamento, possibilità che potrebbe evitare la contaminazione dei territori e la distruzione immediata dei carichi.
  • Vengono ridefinite le procedure per l’autorizzazione degli operatori che, se necessario, dovranno, entro tre mesi dall’efficacia del regolamento, adeguarsi alle nuove disposizioni.
  • Piuttosto invasivi per la aziende potrebbero rivelarsi gli aggravi di oneri in merito ad un cogente obbligo di tracciabilità per gli spostamenti dei materiali anche all’interno delle proprie sedi aziendali.
  • Molta attenzione va posta nelle deroghe dall’emissione del passaporto nel caso di piante destinate all’utente finale poiché potrebbe significare rendere vani gli sforzi sulla GESTIONE DEL RISCHIO. Se la pianta è a rischio fitosanitario lo è sia se venduta ad un operatore professionale sia se venduta ad un utente finale. Si tratta comunque di evitare la diffusione di patogeni altamente pericolosi che diversamente potrebbero sfuggire al controllo in queste ultime fasi di commercializzazione.
  • La novità più forte del Plant Health Regulation, forse, è quella relativa al “Pest Risk Management” all’interno dell’azienda. Si tratta di uno strumento facoltativo e di non facile assolvimento ma la cui presenza riduce la frequenza dei controlli nelle aziende.

In conclusione, per i successivi tre anni dall’entrata in vigore della norma  Plant Health Regulationsarà possibile partecipare alle consultazioni degli ulteriori regolamenti attuativi e di implementazione; in questo ANVE darà il proprio supporto con l’ausilio delle Istituzioni italiane e dell’Associazione Europea del Vivaismo ENA di cui fa parte.

Qualsiasi suggerimento da parte degli operatori di filiera è ovviamente richiesto e ben accetto, scrivendo una email a segreteria@anve.it.