Siamo molto riconoscenti per la partecipazione attiva dei numerosi europarlamentari che hanno invitato la Commissione Europea ad aiutare il settore florovivaistico dell’UE in modo più efficace e incisivo.

Il 27 aprile 50 europarlamentari, provenienti da numerosi Stati Membri ed appartenenti a numerosi gruppi politici, hanno inviato una lettera congiunta al Commissario UE all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, allo scopo di richiedere il supporto al nostro settore, drammaticamente colpito dall’eccezionale crisi causata dal COVID-19.

I firmatari esortano la Commissione ad essere più ambiziosa e pragmatica e ad attivare il prima possibile un sostegno finanziario urgente e su misura per il settore.

In qualità di Membri del Parlamento europeo, riteniamo che la Commissione abbia il dovere di non abbandonare questo settore europeo estremamente interdipendente e performante e di investire in esso il prima possibile, per offrirgli un salvagente” dice la lettera, che ricorda inoltre che il settore sostiene 760.000 posti di lavoro nell’UE e contribuisce annualmente all’ economia con un fatturato complessivo di 48 miliardi di euro.

L’elenco dei firmatari include molti membri della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ma anche un ampio numero di europarlamentari di tutto lo spettro politico con un’ampia copertura geografica in Europa.

Questa eccezionale mobilitazione e richiesta di supporto da parte di un gruppo così ampio e rappresentativo evidenzia come la drammatica situazione del settore richiami l’interesse di molte persone e, in primo luogo, dei rappresentanti eletti dai cittadini dell’UE.
La lettera ricorda giustamente in che modo i fiori e le piante vive contribuiscono positivamente alla qualità della vita dei cittadini e l’enorme potenziale che hanno come soluzione alle ambizioni complessive del Green Deal europeo, in quanto rendono le città più verdi e compensano gli effetti del cambiamento climatico.

Il Presidente Leonardo Capitanio esprime il suo appoggio alla lettera: “abbiamo chiesto ai nostri europarlamentari italiani di farsi voce del nostro malcontento e di intervenire presso la Commissione Europea per trovare soluzioni e linee di contribuzione diretta e a fondo perduto. Il nostro grido di allarme è stato ascoltato ed ora non possiamo che confidare in soluzioni rapide ed efficaci”.

 

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