Limiti massimi di residui: un pò di chiarezza

L’entrata in vigore del REGOLAMENTO (UE) 2019/89 DELLA COMMISSIONE del 18 gennaio 2019 che modifica gli allegati II, III e V del regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di bromadiolone, etofenprox, paclobutrazol e penconazolo in o su determinati prodotti ha fissato nuovi limiti (molto bassi) di residui di antiparassitari su alcuni prodotti agricoli comprendendo anche prodotti florovivaistici ornamentali eduli come, ad esempio, gli agrumi.

E’ comprensibile come tale aspetto stia generando rallentamenti nella commercializzazione.

Per chiarire la situazione e garantire continuità al lavoro dei produttori, ANVE ha avviato un confronto con le aziende e con le Autorità competenti per verificare le modalità di attuazione. E con buoni risultati!

Infatti l’art. 2 del REGOLAMENTO (UE) 2019/89 espone che “Per quanto riguarda le sostanze attive etofenprox, paclobutrazol e penconazolo in e su tutti i prodotti, il regolamento (CE) n. 396/2005, nella versione anteriore alle modifiche stabilite dal presente regolamento, continua ad applicarsi ai prodotti ottenuti nell’Unione o importati nell’Unione prima del 13 agosto 2019“.

Dunque le piante prodotte prima del 13 agosto 2019, possono intendersi commercializzabili pur avendo residui maggiori a quanto previsto dal Regolamento stesso e comunque entro i limiti del vecchio Regolamento 396/2005. 

Mentre le piante prodotte dal 13 agosto 2019 devono rispettare i nuovi limiti di residui (es. paclobutrazol 0,01%).

Il lavoro è stato coordinato dal Consigliere ANVE Antonino Giambò che con l’ausilio dei collaboratori aziendali e di ANVE ha compreso come proseguire senza interruzioni la vendita delle piante di agrumi.

In allegato sono presenti la lettera che ANVE ha inviato alle Autorità competenti e la lettera del Consigliere Giambò.

Lettera ANVE alle Autorità competenti

Letterà Consigliere Antonino Giambò